Il metodo I.S.P.I.R.A.®

Non solo studiare meglio: smettere di ripetere ciò che non funziona.

I.S.P.I.R.A. non considera una difficoltà come una semplice mancanza di competenze. Lavora contemporaneamente sul modo di percepirla, sul modo di reagire, sull'immagine di sé e sulle strategie per affrontarla.

La sigla

Tre coppie di lettere, tre movimenti.

Il nome del metodo si legge a coppie. Ogni coppia è un passaggio del cambiamento: prima si ferma l'automatismo, poi ci si separa dal problema, infine si costruisce una nuova immagine di sé.

Interrompi lo Schema

Riconoscere la reazione automatica che fa ripetere il problema e fermarla prima che si chiuda il cerchio.

Perdi l'Identificazione

“Sto incontrando una difficoltà” non vuol dire “sono incapace”. Ciò che fai si può cambiare, ciò che sei non è in discussione.

Rigenera l'Autoimmagine

Costruire una nuova idea di sé attraverso esperienze concrete di riuscita, non con le parole.

Il percorso

Cinque fasi, dalla consapevolezza all'autonomia.

Nella pratica i tre movimenti diventano un percorso in cinque fasi. Le ultime due portano il cambiamento nella vita di tutti i giorni: riattivare le risorse e agire in modo diverso.

Apri ogni fase per leggere cosa succede.

Fase 1: Interrompi lo schemaAnalisi e individuazione del problema

Si individua il modo abituale e automatico con cui si affronta la difficoltà e si interrompe il circuito che tende a riprodurre il problema.

La domanda di partenza non è “perché non studi?” ma “che cosa fai quando incontri una difficoltà?”.

Fase 2: Perdi l'identificazioneSeparare il problema dalla persona

Si lavora sulla distinzione tra ciò che una persona fa e ciò che pensa di essere. Comportamenti e reazioni diventano processi osservabili e modificabili, non caratteristiche immutabili.

Fase 3: Rigenera l'autoimmagineEsperienze concrete di efficacia

Compiti e strategie che permettono di sperimentare, passo dopo passo, nuove possibilità di riuscita. Nessuno viene convinto a parole di essere capace: lo si mette nella condizione di sperimentarlo.

Fase 4: Riattiva le risorseStrategie e strumenti

Si recuperano le risorse personali già presenti e si aggiungono tecniche di studio, memorizzazione, organizzazione e gestione del lavoro, applicate ai contenuti reali.

Fase 5: Agisci diversamenteConsolidamento e autonomia

La nuova consapevolezza diventa comportamento: le strategie entrano nella quotidianità e si costruisce un repertorio personale per affrontare le difficoltà anche dopo la fine del percorso.

Da dove si parte

“Che cosa fai quando incontri una difficoltà?”

Il metodo ricostruisce il processo: difficoltà, percezione, reazione automatica, comportamento, risultato. Quando l'insuccesso conferma la percezione iniziale, una difficoltà circoscritta diventa una definizione di sé.

  1. DifficoltàUn argomento non si capisce
  2. Cosa penso“Non sono capace”
  3. Cosa faccio d'istintoSmetto di studiare, rimando
  4. Cosa succedeArrivo impreparato
  5. RisultatoIl brutto voto conferma l'idea iniziale

“Vedi? Non sono capace.” E il circuito ricomincia.

Lo strumento operativo

Il problem solving strategico, passo dopo passo.

Una difficoltà generica diventa un processo osservabile e modificabile. Non si danno semplici consigli: si accompagna chi partecipa a scoprire e sperimentare in prima persona il cambiamento.

  1. Raccontare il problema
  2. Entrare nei particolari: quando e come si presenta
  3. Scoprire l'automatismo e il modo abituale di percepire la situazione
  4. Individuare la prima azione automatica che fa ripartire il problema
  5. Sperimentare volontariamente una modalità diversa
  6. Verificare l'effetto prodotto
  7. Consolidare la nuova risposta
Le radici

Un modello integrato, costruito su approcci consolidati.

I.S.P.I.R.A. nasce dall'integrazione di approcci consolidati con le neuroscienze e con lo studio delle sequenze dei processi decisionali.

Problem solving strategico

Giorgio Nardone

Agire sulle tentate soluzioni che mantengono il problema.

Approccio solution focused

Steve de Shazer

Partire da ciò che già funziona e dagli obiettivi concreti.

Processi percettivi

Stephen Wolinsky

Gli stati automatici con cui percepiamo noi stessi ogni giorno.

Immagine di sé

Maxwell Maltz

L'autoimmagine come guida silenziosa dei comportamenti.

I risultati attesi

Un cambiamento su tre livelli.

Sono gli obiettivi del percorso, non risultati garantiti. I.S.P.I.R.A. non è una psicoterapia né una prestazione sanitaria.

Personale

Più consapevolezza del proprio modo di funzionare, più fiducia nelle proprie possibilità, meno identificazione con l'insuccesso.

Strategico

Strumenti concreti per apprendere, memorizzare, organizzare il lavoro e affrontare le difficoltà.

Nel percorso

Più partecipazione, autonomia e continuità, con una possibile ricaduta positiva sui risultati.

Cosa lo rende diverso

Non un corso di metodo di studio in più.

Molti interventi sul metodo di studio considerano la difficoltà solo come una mancanza di competenze. I.S.P.I.R.A. interviene contemporaneamente su quattro piani:

Come percepisco la difficoltàCome reagiscoL'immagine di meLe strategie

Così la tecnica diventa uno strumento di cambiamento più ampio: si scopre che il modo in cui si affronta una difficoltà può essere modificato, e che una difficoltà non deve per forza trasformarsi in una definizione di sé.

L'autore del metodo

Il primo passo è una conversazione.

Raccontaci la situazione: ti spieghiamo come può aiutare il metodo e qual è il percorso più adatto. Nessun impegno.