Interrompi lo Schema
Riconoscere la reazione automatica che fa ripetere il problema e fermarla prima che si chiuda il cerchio.
I.S.P.I.R.A. non considera una difficoltà come una semplice mancanza di competenze. Lavora contemporaneamente sul modo di percepirla, sul modo di reagire, sull'immagine di sé e sulle strategie per affrontarla.
Il nome del metodo si legge a coppie. Ogni coppia è un passaggio del cambiamento: prima si ferma l'automatismo, poi ci si separa dal problema, infine si costruisce una nuova immagine di sé.
Riconoscere la reazione automatica che fa ripetere il problema e fermarla prima che si chiuda il cerchio.
“Sto incontrando una difficoltà” non vuol dire “sono incapace”. Ciò che fai si può cambiare, ciò che sei non è in discussione.
Costruire una nuova idea di sé attraverso esperienze concrete di riuscita, non con le parole.
Nella pratica i tre movimenti diventano un percorso in cinque fasi. Le ultime due portano il cambiamento nella vita di tutti i giorni: riattivare le risorse e agire in modo diverso.
Apri ogni fase per leggere cosa succede.
Si individua il modo abituale e automatico con cui si affronta la difficoltà e si interrompe il circuito che tende a riprodurre il problema.
La domanda di partenza non è “perché non studi?” ma “che cosa fai quando incontri una difficoltà?”.
Si lavora sulla distinzione tra ciò che una persona fa e ciò che pensa di essere. Comportamenti e reazioni diventano processi osservabili e modificabili, non caratteristiche immutabili.
Compiti e strategie che permettono di sperimentare, passo dopo passo, nuove possibilità di riuscita. Nessuno viene convinto a parole di essere capace: lo si mette nella condizione di sperimentarlo.
Si recuperano le risorse personali già presenti e si aggiungono tecniche di studio, memorizzazione, organizzazione e gestione del lavoro, applicate ai contenuti reali.
La nuova consapevolezza diventa comportamento: le strategie entrano nella quotidianità e si costruisce un repertorio personale per affrontare le difficoltà anche dopo la fine del percorso.
Il metodo ricostruisce il processo: difficoltà, percezione, reazione automatica, comportamento, risultato. Quando l'insuccesso conferma la percezione iniziale, una difficoltà circoscritta diventa una definizione di sé.
“Vedi? Non sono capace.” E il circuito ricomincia.
Una difficoltà generica diventa un processo osservabile e modificabile. Non si danno semplici consigli: si accompagna chi partecipa a scoprire e sperimentare in prima persona il cambiamento.
I.S.P.I.R.A. nasce dall'integrazione di approcci consolidati con le neuroscienze e con lo studio delle sequenze dei processi decisionali.
Agire sulle tentate soluzioni che mantengono il problema.
Partire da ciò che già funziona e dagli obiettivi concreti.
Gli stati automatici con cui percepiamo noi stessi ogni giorno.
L'autoimmagine come guida silenziosa dei comportamenti.
Sono gli obiettivi del percorso, non risultati garantiti. I.S.P.I.R.A. non è una psicoterapia né una prestazione sanitaria.
Più consapevolezza del proprio modo di funzionare, più fiducia nelle proprie possibilità, meno identificazione con l'insuccesso.
Strumenti concreti per apprendere, memorizzare, organizzare il lavoro e affrontare le difficoltà.
Più partecipazione, autonomia e continuità, con una possibile ricaduta positiva sui risultati.
Molti interventi sul metodo di studio considerano la difficoltà solo come una mancanza di competenze. I.S.P.I.R.A. interviene contemporaneamente su quattro piani:
Come percepisco la difficoltàCome reagiscoL'immagine di meLe strategie
Così la tecnica diventa uno strumento di cambiamento più ampio: si scopre che il modo in cui si affronta una difficoltà può essere modificato, e che una difficoltà non deve per forza trasformarsi in una definizione di sé.
Raccontaci la situazione: ti spieghiamo come può aiutare il metodo e qual è il percorso più adatto. Nessun impegno.